World Pride

Oggi è la giornata dell’Orgullo. Il World Pride è pronto a inondare di colori, musica e integrazione le strade di Madrid e io mi trovo a scrivere una volta tanto in totale sincronia con gli accadimenti.

Molte le critiche di chi dentro o fuori del movimento glbtq ritiene questa manifestazione un autogol, un modo per dare a chi davvero ha problemi nei confronti di una classe di persone un’arma in più per poter perpetrare l’odio e l’incomprensione.

Intendiamoci, anche io sono stato da quella parte per un tempo. Pur seguendo il corso di volontario all’arcigay, conoscendo persone e cercando di aiutare come psicologo chi non si integra pienamente in un mondo difficile, all’inizio anche io sono stato contrario ai pride. Era una minaccia fatta di fantasmi e timori dalla faccia di quei colleghi, quegli amici e quella famiglia immaginari che pur non essendo mai stati messi alla prova già si tingevano di espressioni perplesse o disgustate.Ero giovane allora, ma non senza risorse, esattamente come quelle migliaia di adolescenti che ogni giorno si trovano di fronte alla scelta di vivere ciò che sentono o di perpetrare a tempo indeterminato una farsa senza senso e scelgono di essere fedeli a loro stessi.

Poi però ho pensato: la scelta del mondo lgbt per promuovere l’uguaglianza è una festa. A me non sembra poi il modo peggiore per celebrare l’uguaglianza e a voi? Niente violenza, voci grosse o battaglie campali (quelle lo fanno molte nostre associazioni avvolte da un silenzio un po’ colpevole, per cui non dimentichiamoci di quei volontari che danno il loro tempo per rendere il mondo di tutti migliore). Festa, colori e un abbraccio aperto a tutti coloro che vogliono unirsi per celebrare l’uguaglianza sotto l’illusione della differenza.

Siete mai stati ad una festa? C’è il silenzioso, il vanaglorioso, il politicizzatore, il represso, il ballerino, lo scandaloso, il divertente… insomma ogni classe di persona se la festa è ben organizzata e quando questo succede la varietà delle persone è ciò che genera poi quei ricordi destinati a durare.

Con tutti i suoi limiti e la sua chiassosa follia, il pride non è solo una manifestazione lgbtq, ma una festa di tutti coloro che vivono l’amore come la forza trasversale all’essere umano che porta all’unione e alla coesione. Chi vuole giudicare una persona da questa manifestazione o da alcuni elementi in essa sta solo cercando pretesti che troverà a prescindere dalla realtà oggettiva. Ha paura ed è intrappolato nei vincoli di una cultura repressiva non solo per il mondo arcobaleno, ma per tutti noi.

Tutti viviamo in una società che crea tabù, che ipersessualizza ogni cosa per vendere rendendo al tempo stesso il sesso sporco, proibito o pericoloso. Questo gioco perverso che permettere di intrappolare le nostre menti in processi di marketing e di ingegneria sociale sono applicati a ogni essere umano. La discriminazione che nasce dalla mancanza di empatia con la diversità trova la sua origine in una primigenia e profonda mancanza di empatia con se stessi. 

Per questo motivo vivete pure con simpatia o antagonismo il pride, le manifestazioni, i movimenti, le associazioni, con tutte le ragioni che volete, ma dentro di voi non dimenticate che non esiste un modo giusto o sbagliato per chi discrimina. Che ci siano “culi all’aria” o drag queen (che io ritengo a volte annoverino artisti eccezionali) chi segue questo “sport” avrà sempre armi e ne inventerà pretestuosamente una nuova ogni volta che vorrà perché la sua vita è critica e gode di un mondo dominato dall’analfabetismo funzionale e dagli interessi trasversali che fertilizzano le sue idee. Di fronte a un quadro come questo preoccuparsi o competere è una immensa e sconsiderata perdita di tempo.

Per questo io vivrò il World Pride con l’intenzione di chi partecipa serenamente non solo per la comunità lgbtq ma anche per tutti quei prigionieri di se stessi che vivono una vita così grigia da animarsi solo per criticare una festa di amore e diritti paritati. Inoltre più diventerà fenomeno di costume più significherà che il tempo è maturo per smettere di vivere con paura la propria vita anche per i più prudenti. Per cui anche per chi parla di “carnevalata”, che carnevalata sia…

Non è il Pride che determina l’accettazione o meno di come siamo all’interno del nostro contesto vitale, è come agiamo noi ogni giorno al di là delle parole.
Male non fare, paura non avere e questa settimana il mio “Corazón de una hora y media” sarà arcobaleno per tutti, ma in particolar modo per coloro che vivono attivamente, che si fanno avanti per il bene comune, che lottano come possono per migliorare il mondo e auguro a chi vive ancora nell’ombra o critica incapace di vedere nel proprio cuore di trovare presto una nuova speranza e a unirsi a chi celebra la vita in ogni sua forma.

Il cuore è uno dei nostri muscoli pIù forti. Iniziamo ad allenarlo meglio… 😉

Buon Pride a tutti!

Luca Povoleri

10 thoughts on “World Pride

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  1. Molto bello il tuo post Luca e sono d’accordo con te! Michela ed io siamo stati spesso al Gay Pride con i nostri amici e ci siamo sempre divertiti con chi si veste da “pazza” e con chi va vestito normale (la maggioranza…). Mi fa ridere quello che dici degli analfabeti funzionali… ogni giorno sono di più e sono davvero ridicoli! Poi criticare come uno si veste è da climbing su specchi… 😂😂😂😂😂

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    1. Uno sport molto apprezzato pare visto la quantità di persone che lo praticano… 😛 Scherzi a parte grazie per il commento. In realtà io avevo letto tutta una filippica su uno striscione tolto da un balcone che aveva risvegliato sacri furori in gente di una certa categoria di pensiero e volevo scrivere qualcosa che invece controbilanciasse certe ridicolezze e proponesse almeno un punto di vista più bilanciato. 🙂

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    1. Grazie Michela, non è che sia il difensore del Pride, ma leggevo certe posizioni così paradossali e prive di senso che ho pensato di scrivere un po’ qualcosa che ridimensioni tutta l’importanza che si dà ad una manifestazione che tutto sommato male non fa su nessun livello. 🙂

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