Naïveté

Non tutti sanno che Kratimus era sempre stato chiamato Kretinus dai miei amici quando giocavamo di ruolo e si trattava solo di un personaggio su un foglio di carta. Dopotutto un nome così strano era molto meno accattivante di Oliver, Ken, Jack o Harry. Ci stava che lo canzonassero. Ma Kratimus sapeva che un nome è solo un nome, e che il cuore che batte dietro a quel nome è ciò che fa la differenza.

Nascere sotto una brutta stella (insomma potevo avere un po’ più di pietà per lui con il nome, lo ammetto) non significa non essere destinati a fare grandi cose, come per esempio liberare una persona dalle proprie maschere. E ora che è passato un anno dalla sua pubblicazione, Kratimus mi dicono che svolge abbastanza bene il suo lavoro!

Noi studiavamo al classico e il fantasma del Terracina, il nostro professore di Latino e Greco, aleggiava dietro di noi con tale prepotenza da poter far sentire la sua voce anche tra draghi e sotterranei. (Era un grande in realtà… e mi ha fatto amare il greco per quanto fossi un cane nelle traduzioni…). Questo sarà il grande trauma dietro a questo strano nome. Ma dopotutto a me sono sempre piaciute le cose strane.

Mi stufo molto rapidamente del “normale” e mi piace indagare a fondo prima di parlare. Questo senza considerare che credo che la vita sia magica! E per questo sono molto predisposto a vedere e a considerare speciale tutto ciò che la rende anche solo un po’ più bella.

Sarò Naïve, ma vivere come terapeuta dei Very Important Problems ti rende molto preciso, tagliente e potente nell’analisi di ogni minimo dettaglio. Se non mantenessi un po’ di naïvité mi trasformerei in quello che tutti diventano quando puntano a essere il meglio nel proprio campo: una macchina. 

A me non interesse “funzionare” e Kratimus mi ha insegnato questo, che bisogna vivere dimenticandosi ogni tanto delle maschere che noi ci mettiamo. Ma soprattutto mi ha fatto capire che per quanto ci lamentiamo delle nostre maschere ne ricaviamo sempre una grande utilità quando decidiamo di mantenerle, per cui spesso è la nostra ipocrisia personale quella che ci spinge a tenerle addosso, non il mondo cattivo.

Kratimus è il mio primo libro e non sarà l’ultimo. E’ un’opera piena di giovinezza e positività, che ricorda i miei primi anni da adolescente e che ha voluto mantenere quella forza. Ma è anche un libro che parla di tradimento. Il tradimento più profondo che esista: quello dell’amicizia. 

Nell’amore c’è uno scambio di utilità per lo meno evolutivo alla continuazione della specie, ma nell’amicizia non c’è un reale scambio di interessi (a parte per il Friendollars…). Ci si trova inizialmente condividendo interessi, e in un rapporto continuo di dare e ricevere. Ma se questa evolve, alla fine non esiste più questo gioco di equilibri di risorse e ci si ritrova a essere fratelli, senza la complicazione del sesso. (Amo il sesso, adoro il sesso, ho vissuto buona parte della mia vita per il sesso, ma parliamoci chiaramente: strabiliante esperienza umana, ma spesso quanti casini!).

Cosa succede quando questa amicizia ti tradisce? Beh in fondo la vita va sempre avanti, ma la scelta che ti permette di continuare a vivere e a recuperare la fiducia in te stesso sta in ciò che ha vissuto Kratimus. Per cui se volete saperlo vi conviene comprarlo e leggerlo.

Ma se non avete soldi, non sapete leggere, o pensate che il mondo della letteratura del grande pubblico sia l’unica cosa che vi interessi vi do una piccola preview della risposta. Per vivere bene dopo che sei stato tradito bisogna imparare ad essere un po’ Naïve.

Naïve significa che ogni tanto non dobbiamo sempre essere seri. Naïve, significa che anche se si trattano degli argomenti semplici e fantastici, non significhi che la loro struttura possa essere più profonda. Naïve significa che si possa scrivere un romanzo con temi lgbt parlando di integrazione e dandogli quell’importanza che non deve gridare e non deve sussurrare, ma soprattutto non deve sussumere l’intera trama adottando una forma reattiva di catalizzatore di attenzione.

Nella speranza che questo messaggio di buona vita al di fuori delle etichette possa raggiungere la quantità di persone che è destinato a raggiungere, auguro a tutti gli autori che, come me, scrivono per amore, scrivono per rabbia o per passione, di farlo perché amano la loro funzione, non perché la eseguono.

Un libro è più che un insieme di parole e di concetti, un libro significa aprire la porta di un mondo. E se questo mondo dovesse decidere di passare da questa parte, dobbiamo essere sicuri che sia nostro amico e non ci distrugga seguendo egoici istinti di un cuore non sincero.

Vostro, ma fino a un certo punto.

Luca Povoleri

(Leggi Kratimus e lascia perdere Harry…)

 

 

23 thoughts on “Naïveté

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  1. Strepitoso, sei un autore di talento anche se sei troppo umile per accettarlo! Sono la tua fan numero 1!!! Viviamo con coraggio, noi scegliamo di non avere maschere!!! 💪😍😍😍❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤

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  2. No beh scrivere di fantasy in Italia è proprio un bell’affare… complimenti per la scelta. Potevi scrivere qualcosa sul festival di san remo se proprio avessi voluto. Parliamone…

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