La spada del samurai

Lottare. I combattimenti retorici su temi importanti. Quante volte nella giovinezza ci siamo trovati in qualche scontro su etiche e morali.

Ma ora sento come se certe conversazioni, specie sulle reti sociali, siano più un’autocelebrazione che un modo per entrare in contatto dialogico con qualcuno. E per evitare di dare la mia attenzione e il mio potere a chi utilizza gli scontri per pubblicizzare certi eventi o alimentare certe energie sfruttando le emozioni facilmente risvegliabili di certi elementi, di solito mi limito a commentarle fuori tempo massimo.

La differita è un’arma potente in mano all’evocatore etico e un potere che richiede un sacrificio importante. Alcune persone posseggono un’innata capacità di resistenza alle emozioni. Il loro nucleo centrale è protetto da una dura barriera di razionalizzazione che scherma il loro cuore dalle fiammate degli evocatori oscuri il cui obiettivo è manipolare le emozioni per nutrire i loro interessi.

Oscurità non è male, realmente, ma un modo di fare un po’ miope, che vede nell’altro una risorsa e non un aspetto di sé. L’evocatore oscuro di solito non veste di nero e non ha il classico fascino del maledetto incompreso, è invece colui che è compreso da tutti e che accetta questa divisione imposta nel cuore del mondo che vede le genti e la gente come aspetti separati contro cui combattere.

Quando le fiamme delle emozioni evocate da questi grandi controllori e maestri dell’Arte si sono spente, non solo cenere rimane sul suolo duro di pietra di chi ormai aspetta un fiammifero per vivere, ma anche calde e rassicuranti braci che brillano tranquille in un equilibrio di dare e ricevere. Sono poche, ma forti, rilassate, costanti, e il loro calore è ciò che alimenta il cambiamento riducendo la distruzione.

La differità quindi è l’antica arte della cucina sulle braci.

(Da “L’Ordine dell’evocatore etico)

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