Energia

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Numero uno delle parole “insalata” come influenza, schizofrenia, psicosi o olistico. Dice tutto e non dice niente, ossia mantiene nell’oscurità di non sapere di cosa si parla esattamente, ma al tempo stesso tutti la usano in ogni situazione per illuminarsi d’immenso. Eppure anche grandi pensatori e scienziati utilizzano questa parola che per quanto “impropria” spesso rappresenta quel jolly che serve per creare ponti comunicativi con chi non conosce esattamente i dettagli del concetto, ma in questo modo “capisce”.

Per cui se non vogliamo rimanere o nel mondo degli “ignoranti” nel senso che “ignorano” o degli stregoni che con parole “magiche” attirano persone nelle loro reti di illusioni costose, togliamoci le maschere e parliamo dell’energia come quello che veramente è: fonte di informazione.

Stato d’attivazione fisiologica, stato d’umore, energia vitale, chackra, emozione… non importa come la utilizzi. Puoi rifiutarla o utilizzarla per quello che veramente é, ossia pura informazione che a seconda di come la utilizzi ti può apportare qualcosa.

Ricordiamo che la medicina tradizionale ha individuato tre grandi campi elettromagnetici nel corpo giusto in tre posizioni dei chackra della cultura ayurveda e orientale. Questi sono generati dall’attività bioelettrica del cervello, del cuore e dell’intestino, tutte e tre zone riccamente innervate da neuroni.Il concetto dell’Universo come energia già è una eredità di culture del passato. La Medicina Tradizionale Cinese basa su questo concetto il suo diagnostico clinico. Per cui perché ad esempio parlando di chakra la gente o storce il naso o al contrario incomincia a cantare mantra tibetani?

Perché l’uomo moderno, civilizzato e che usa la testa deve per forza trovarsi a scegliere tra snob pseudoscienziati di scienza ufficiale e alternativa? La scienza è moderna e non storce il naso. Uccide e guarisce. Non è buona o cattiva e utilizza, come l’evoluzione ci insegna, tutto ciò che gli può servire. E la scienza non é gennerica e accessibile a chiunque pensi che sono con l’essere buoni e amare tutti si cambia il mondo. C’é da studiare, da incuriosirsi anche delle cose più apparentemente insignificanti, aprire la mente come obiettivo di tutta la vita, credere in tutto e non credere in niente.

Il problema fondamentale per cui questo genere di concetto viene visto male o comunque non viene utilizzato nelle scienze “ufficiali” nasce da una mancanza di “traduzione” nel “nostro linguaggio” di questi concetti. Per questo motivo non ci rendiamo conto che per quanto rispondano a nomi diversi dai nostri, sono in realtà molto vicini alle tradizioni scientifiche ufficiali. E il problema per cui nelle scienze alternative il concetto viene abusato, é perché chiunque con corso di un fine settimana si sente il nuovo messia cercando di cotrollare concetti che solo una vita di studi e dedicazione ti fa capire che esiste, ma non sei tu o io, è un concetto astratto che serve all’umanità per canalizzare una parte della nostra spinta evolutiva .

Per cui se parliamo del chackra del cuore come il punto di incontro di cielo e terra, energia e materia, pensieri e emozioni, è la stessa cosa che se diciamo nel senso comune quando pensiamo che il nostro cuore è l’origine dei sentimenti, o in psicofisiologia quando notiamo che ogni emozioni implica notevolmente il nostro cuore, o quando consideriamo nella medicina tradizionale che il cuore possiede dei suoi neuroni specifici che creano connessioni a livello nervoso con differenti stati della nostra attivazione fisiologica.

E’ tempo di dimenticarsi delle nostre differenze e di gettare un ponte tra la psicologia tradizionale, la psicologia energetica e le tecniche di equilibrio e guarigione energetica affinché ci si renda conto che dietro a molte incomprensioni stanno rigide leggi di mercato e di protezione di potere personale/economico, di clienti, di investimenti in ricerca etc…Per quanto in effetti questi interessi più “materiali” siano importanti perché espressione di una necessità di sopravvivenza animale che ci spinge a cercare il potere e mantenerlo, allo stesso tempo allontana i terapeuti (tradizionali e alternativi) da una visione globale della persona.

In questa ottica è necessario tornare a tenere in considerazione la parte spirituale dell’essere umano, quella parte di noi che soddisfa il nostro desiderio di eternità, la nostra creatività e la nostra volontà di affrontare le sfide della vita perché è la manistezione del nostro mondo simbolico interno que ha lo stesso diritto del nostro mondo razionale di “parlarci” e apportare informazione (o “energia”) alla nostra vita.

Dopotutto se escludessimo il nostro mondo spirituale è come se guardando un’isola non percepissimo il mare. Non vedremmo i limiti del nostro pensare e ci chiuderemmo in un assolutismo pericoloso. Anche perché un isolano che non vede il mare, esclude a priori una grandissima risorsa come la pesca e si troverebbe a nutrirsi di noci di cocco per tutta la vita.

Il mio obiettivo in tutto questo è di creare una visione tanto ampia di questi concetti che alla fine non sarà più necessario proteggere ciascuno il proprio ambito professionale, perchè tutti avranno la stessa importanza in un lavoro che tutti finalmente concepiremmo come sistemico, interdisciplinare.Questo compito non può essere “mio” o “tuo”. Si tratta di un compito di tutti. Io cercherò di fare la mia parte.

D’altro canto si tratta di un obbligo che tutti dovrebbero assumersi, quello di mantenere una mente aperta, di coltivare dentro di noi un suolo fertile per vari stimoli e pensieri, perché chiunque ci dica “QUESTA è LA soluzione” puntando a una sola cosa, o ci sta mentendo o per lo meno sta generalizzando molto. Se nel caso che ci stesse mentendo il suo interesse non è “risolvere” un problema se non “guadagnarsi il pane” approfittandosi della situazione, nel secondo sicuramente avrà una parte di ragione proponendo la sua specifica soluzione e noi gli crederemmo, ma la sua incapacità di ampliare la visione del suo agire non gli permetterá di affrontare propriamente le cause del problema.

Qualunque disturbo o problema che abbiamo è “multicasuale”, ossia ha più “con-cause” che lo producono, per cui solo un lavoro olistico, ossia a 360 gradi può risolverlo.Per questo motivo un professionista onesto ci dirà che “LE soluzioni sono MULTIPLE” e lui stesso fornirà differenti livelli di intervento e ci consiglierà altri professionisti che completino il suo lavoro.

In conclusione: la cultura dell'”Energia-Fonte di informazione” è abbastanza ampia per permetterci di aprire la nostra visione del mondo per percepire i differenti piani su sui si manifesta un problema. Come ci dice Watzlawick, “non è possibile non comunicare”, per cui attraverso il concetto di “energia” che raccoglie anche sistemi alternativi di lavoro terapeutico, “non è possibile non trarre e inviare informazione” e quindi “non è possible non trarre o non inviare energia”.Viviamo immersi nell’Energia perchè viviamo immersi nell’Informazione, e ne facciamo parte alterando sistemi e universi interi semplicemente con la presenza. Solo quando prendiamo coscienza di questo possiamo conoscere la nostra realtà e affrontarla con strumenti appropriati.

Siamo esseri attivi che cambiamo e creiamo il nostro universo esperienziale. Dobbiamo solo prendere coscienza del nostro potere, di quello che possiamo apportare al mondo, della energia/informazione che percepiamo e generiamo.Anche noi siamo parte di questa energia, non solo con le nostre azioni, ma anche con la semplice capacità di percepire l’iformazione, creiamo un cambio in tutto.

Energia è solo una grande parola che nasconde una filosofia di apertura assoluta. Si può prendere come metafora, come realtà ontologicamente certa, come concetto, ma quello che importa è che sia la chiave per il nostro sistema cognitivo, per sbloccare i limiti (auto)imposti della nostra conoscenza e prendere parte attivamente alla vita dell’organismo-umanità di cui siamo parte e riflesso.

E per te cos’è l’energia?

2 thoughts on “Energia

  1. Credo che uno dei principali ostacoli sia proprio quello di credere che materia e spirito siano due cose differenti. Se si conosce bene il campo energetico, e’ evidente che entrambi sono la medesima cosa, a differente velocità… Un po’ come l’acqua e il ghiaccio, o il vapore gassoso… Su questo incredibile equivoco nei secoli abbiamo costruito culture e convinzioni fortemente limitanti, foriere di presunti traumi, sensi di colpa, autosvalutazione e chi piu’ ne ha piu’ ne metta… non ho mai visto qualcosa come la religione in grado di suggerire una profonda disistima del Se’… E’ ora di riunirsi, basta con questa separazione 🙂

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    1. Grazie CK del commento! Sì sono proprio daccordo che é il momento di unirsi e credo che sarà difficile se si continua a pensare alla crisi come una fase per tornare a come si stava prima invece di pensarla a un momento di evoluzione in cui le cose stanno cambiando verso nuovi orizzonti. Tutti pensano a sopravvivere a discapito dell’altro, problema che ha generato un individualismo eccessivo che non riconosce l’altro come parte di sé. Però ci sono alcune persone che senza tanti estremi e senza sentire la propria identità rappresentata da titoli, corsi, e capacità, sanno riconoscere la commpenetrazione di identità con gli altri e la co-costruzione della realtà. Quelle persone si potranno unirsi e distaccarsi per poi ri-unirsi ancora in un sistema dinamico e più adattabile alle nuove condizioni. Io credo fermamente che ogni persona ha la forza di creare miracoli in sé stesso e nel mondo. Riconoscere l’informazione e la comunicazione di ogni cosa é il primo passo, e riconoscere sé stesso negli altri e gli altri in sé stesso é il secondo… 🙂

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