Accoglienza Assoluta Ingiustificata

Potrebbe sembrare, a chi ha coscienza, che si nasconda una critica dietro a parole tanto stridenti e semanticamente opposte. Accogliere e Giustizia non possono stare insieme. Assoluta e Giustizia si picchiano selvaggiamente come due vecchiette il martedì mattina per il nasello più fresco. Accoglienza e Ingiustificata, insomma, si può vedere meglio, ma come può un accogliente ingiustificare il proprio atto senza minare a priori la natura stessa del proprio agire o un esterno ingiustificare l’accoglienza senza cadere in un mondo credenziale più alto di quello di zia Pina che nasconde la cineseria dalla piccola Beatrice?

Eppure si puote quel che si vuole e di dimandare non se ne parla perchè la storia d’amore tra accogliere e ingiustificare, dietro le schermaglie fumogene da amanti intra-familiari, avanza ogni giorno sfrontando ogni tabù che dir si voglia… o no.

Aggiungere sale a una amatriciana o a una carbonara può risultare pericoloso in termini poi di finalità gustatarie perchè la natura stessa degli in-gradienti può potenziarne l’effetto gustativo, assottigliando perciò quel confine tra piacere e in-piacere che distingue un buon piatto da un fallimento strafottente. Le papille, in rivolta silenziosa da anni e costrette a ingurgitare ogni mal di dio violate da aggeggi alla arancia meccanica, non diranno nulla e così faranno i fini conoscitori di alchimie e miscele. Fac Sicut Facio. Ma soprattutto Fac Iu.

Anche suor Vincenza, pronta a riscaldare solitarie membra di estranei con zabaione biologico della Pina (la gallina stavolta), pensa in cuor suo che l’altissimo stesso giustifichi il suo gesto degno di grazia. Se così non fosse la sua Pina sarebbe già Z1224 del parco F e la sua porta avrebbe due o tre chiavistelli in più.

Allora e per questo vi chiedo e mi chiedo: accogliere è buono e giusto?

Eppure guarda un po’, il successo non accoglie: raggela, ferisce, impietosisce e impera. Ma accogliere proprio no. E tanto possono dire quelle belle foto ispiratrici che dicono che “Accogliere fa il Succedere”. Ma diciamocelo, oltre il 16 anni ciò diventa obsoleto. Fonte di grandi elucubrazioni forse di gente vestita bene, e con il sorriso, e con tanti begli amici e cuoricini. Ma fegatini di pollo per pranzo e becchi di papere per cena non fanno accogliere o succedere nulla.

O per Latona….. può darsi che uno su mille ce la fa anche ad accogliere. Melassando cocci e aghi di pino e con l’aiuto di truccatori con desideri michelangelici può succede il miracolo di un’Accoglienza Assolutamente Ingiustificata Spontanea. Come quelle persone che all’improvviso e senza ragione si accendono brillanti come fiammiferi e si spengono sfortunatamente per loro meno rapidamente. L’asso nella manica è il manicheismo assoluto. Come si fa, per grazia di Zeus, a nascondere dietro completini smanicati l’hipstertrucco dell’Accoglienza In o Fuor -giustificata? Ma certo, o Giove, con il nuovo bianco e il nuovo nero. L’eroe è morto perchè per essere eroi ci si fa un mazzo o due, ma a noi interessa solo l’asso, e collezionarne di più semi possibili così da perdere tempo e tempo e tempo…

Dunque accogliere e ingiustificare si amano e la famiglia dissente, ma di fronte a tale morbo e passione che stravolgerà schiere infinite di discendenze genetiche si tace e si acconsente tirando i dadi e sperando che il serpente rimanga all’oscuro. Solo Proserpina sapeva ciò che sarebbe passato e chiedeva molto tempo addietro ai suoi cultisti di accogliere solo qualcuno. Ahi Proserpina, fonte di tali ispirazioni adolescenziali per i cultori delle arti mistiche holliwoodiane. Tu si che comprendevi che Accogliere, Assoluto e Ingiusticato sono l’unica vera strada. Perdi l’onore, guadagna la fama. Magia. Quella vera.

“Allora errore mio” disse il profeta guardando con orbite lattee un cielo oscuro senza vita.

Ciò che uno vuole lo vuole o viene voluto da esso. Rincorre la vita colui che ingiustifica o la vita lo rincorre per fuorgiustificarlo? Forse non importa… tanto l’asso nella manica, o nella barba, che uccide l’eroe e approva la melassa sulla pizza al formaggio (mmmmm) distrugge ogni dubbio nutrendo manipoli di bifidi squatteri pronti ad assaltare il primo corpo che cammina.

Sette pensieri ci vollero a dio per crearci. Eppure ne basta solo uno, di un uno su mille per distruggerci tutti in un’ondata di ispirazione virale. Oppure alla fine solo il tempo fuorgiustificherà l’accoglienza parziale del nostro mondo. Ci guarderà come bifidi squatteri e trangugiando melassa saprà che grazie a noi ciò prima era dentro, presto tornerà fuori e ciò che era fuori tornerà dentro.

Questo è il ciclo eterno dell’Accoglienza Assoluta Ingiustificata. Farlo per farlo significa non farlo affatto.

Luca Povoleri

26 thoughts on “Accoglienza Assoluta Ingiustificata

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  1. Wow…
    Ho dovuto leggerlo due volte e mi hai incrociato i lobi cerebrali ah ah ah
    Un post molto intenso! 👏👏👏👏👏👏
    Mi hai fatto morire con i fegatini di pollo e i becchi di papera! 😂😂😂😂😂😂

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    1. Beh anche quelli servono in realtà, è impossibile includere ogni aspetto della realtà in un post se si vuole esprimere un concetto, soprattutto se si cerca di addensare in ogni frase molti concetti come con questo stile che ho utilizzato. Sì è intenso, e in genere cerco di non scrivere così, ma è uno stile che mi piace molto perchè è così pesante che solo chi sa “leggere” può apprezzarlo, mentre gli altri non lo leggono proprio eheh. Per cui grazie mille per prendere il tempo di rileggerlo pure… sei un grande e grazie per il tuo supporto costante! 🙂

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  2. Tra gli occhi del gufo e l’ultima frase ho sentito le tue parole toccarmi nel profondo. Quando mi raccontavi di come scrivevi un tempo e di come hai dovuto cambiare per il cambio di vita che hai dovuto affrontare non potevo capire fino a oggi. Splendido articolo! ❤❤❤❤❤❤❤❤

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    1. Sono contento che ti piaccia Michela, ogni tanto devo esprimermi come sono se no impazzisco… d’altronde il destino del sincretico e del criptico è di generare poco impatto, di passare inosservato, per cui devo comunque fare metà e metà. E tra l’altro solo in Italiano, mi piacerebbe raggiungere questo livello di spregio stilistico e al tempo stesso di strenua lotta etica anche in Inglese e Spagnolo, ma non ci arrivo purtroppo… la lingua madre sempre si riconosce. 🙂 Un abbraccio grande!

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  3. Un giorno troverai l’editore che raccolga i tuoi pensieri, c’è così tanto compresso in ogni tua riga… è impressionante. So che ultimamente hai dovuto lavorare tanto e spero che potremo vederci presto per parlare un po’ del futuro. Intanto leggo questa tua pubblicazione e penso che c’è una porta già aperta per te quando vorrai… un abraccio sentito. Elisa

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    1. Ciao Elisa, innanzitutto ti ringrazio per le tue parole. A dire il vero mi fa piacere che me lo scriva però al tempo stesso mi sento un po’ tradito da tutta una serie di circostanze che conosciamo noi due. Non riguarda il post ovviamente, ma come puoi immaginare questo un po’ influisce su quello che provo quando leggo il tuo intervento. Il futuro si costruisce oggi e come ci dicevamo in altri ambiti, se oggi non c’è e domani ci fosse io comunque oggi non posso investire sul domani, non almeno senza qualche sentore di quel domani che potrebbe esserci, ma al momento non c’è. Io amo scrivere questi post così ermetici perchè dietro c’è sostanza e azione da vendere, se fossi uno dei soliti blogger che scrivono per scrivere o per i followers si sentirebbe. Però non lo faccio e purtroppo trovare qualcuno che senta la sostanza del mio agire quotidiano che non si limita a scrivere qualche post online è difficile. Noi due oggi come oggi sappiamo quanto… Ci troveremo sicuramente a parlare del futuro uno dei prossimi giorni, intanto spero comunque che possiamo leggerci sul blog e che chi lo sa, la magia che è nata in questo mondo in penombra si possa ripetere o magari migliorare. Io sono sempre aperto a questa opzione. Un abbraccio anche a te. Luca

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    1. L’ermetismo è una protezione necessaria. Infatti pur avendo un discreto afflusso di persone al mio blog su questo post in particolare, questo stile mi permette di evitare discussioni inutili come questa. Dipende tutto da come vuoi investire il tuo tempo. A me piace scrivere per chi sa leggere. Gli altri o apprendono o si attaccano al tram (spero che questo lo capisca meglio…).

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    1. Grazie, alla fine almeno ogni tanto ci sta mantenere la mente un po’ attiva e approfondire le cose. E’ un esercizio come andare in palestra che sforza a non accontentarsi della comodità di un pensiero lineare. 🙂

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