Come bambini vecchi

E’ divertente, ma solo fino a un certo punto, vedere come l’adultitudine moderna ricordi tanto quei giochi da bambini, dove con un grembiule diventavi cuoco, con una macchina diventavi pilota, e quando assumevi quel cipiglio buffo imitando mamma e papà tutti ti consideravano serio e al tempo stesso divertente.

E come quei vecchi tempi oggi li vedi in giro, gli adulti, e vedi che giocano come bambini fingendo grandi espressioni serie, mettendosi grembiuli costosi, o giocando con l’attrazione reciproca come unica fonte di potere interpersonale.

L’amore che crea guerre, i soldi che creano movimenti di massa dove tutti si divertono, ma nessuno sa cosa sta facendo, gli sguardi mindfulnessizzati che non sanno dove appoggiarsi. Gli adulti girano come trottole prima sull’uno e poi sull’altro, su quelle persone, su quegli oggetti, su quei prodotti di carne che dovrebbero farli sentire grandi, ma che la loro anima, profonda, sotto sotto, sa che non garantiscono nessuna differenza.

Il mondo è in mano ai bambini, bambini vecchi che giocano senza fine, ma avendo perso ormai la capacità di sognare un mondo in comune, bambini vecchi che si nascondono tra le pieghe dell’indifferenza per creare i loro fortini e fare torte di sabbia che vendono con baci, bacini e bacetti. E mentre la sabbia ottura i nostri intestini sorridiamo con denti abbaglianti credendo che ci sono cose che non costano nulla. Vera intelligenza moderna.

Se i nostri nonni ci vedessero oggi, un po’ troppo rigidi forse, ma scuoterebbero la testa lentamente guardando come ci siamo ridotti. Con tutta la nostra auto-consapevolezza saremmo in grado di fare lo stesso guardandoci allo specchio in questo momento? Quei bambini che bilanciano la nostra mancata crescita personale, il superamento e l’accettazione della fede non come dono, ma come stampella di un uomo che riconosce il suo limite e la accetta a cuore aperto rispettando quella degli altri, l’egoistica cecità che non vede a pochi metri dai nostri paradisi la fitta rete di oscuri abusi che li nutrono.

Smettila di ridere. Smettila di divertirti. Smettila di credere che tutto ti sia dovuto. Il tuo ego svanirà tra poche decine d’anni, ma il tuo contributo pessimo alla tua specie durerà in eterno riprodotto da echi di simili ignoranti. La gente che freghi, la superiorità che dimostri, la dedizione a ciò che dà potere a te solo, non ti farà felice, lo vedi da tutte quelle delusioni che non capisci da dove vengono, da tutte quelle “sfighe” che evocano tanto appoggio da persone che come te vivono in due dimensioni, da tutte quelle incomprensioni che rendono la tua vita una continua lotta tra gente sorda.

E’ ora che chi non sa stia zitto. E’ il momento di invertire il silenzio. E’ il momento che chi è stato zitto finora inizi a parlare. Basta buonismi, è tempo di destrutturazione. E’ tempo di piangere, di urlare la disperazione così forte da strappare grembiuli e rompere macchinine, di gridare ciò che è dimostrabile e scientificamente fondato. E’ tempo di rigettare la polvere sottile che per anni si è ammonticchiata nei nostri polmoni in faccia a quei bambini vecchi che gestiscono il mondo.

Lascia che la tua anima parli senza timore. E se il mondo è troppo grande, il tuo respiro troppo sottile, ma hai un messaggio scientificamente corretto, filosoficamente integrato con una realtà complessa, e vedi l’umanità come un organismo che deve crescere, ma anche auto-regolarsi, scrivi le tue motivazioni e lascia il tuo cv a luca.povoleri@gmail.com. Al momento è la mia mail personale perchè una volta attivato il sistema non ci saranno più tracce che ricondurranno le persone ai loro testi, ma un’unica voce comune. Chi scriva non lo faccia per fame o per fama, lo faccia per idealismo, per desiderio di vedere il mondo migliorare, anche se a costo di sacrificare il proprio ego per un progetto comune. 

Insieme ad altri costruiremo un sistema perchè le lacrime di chi ha dedicato la sua vita alla verità scientifica (non quella divulgativa e patetica di riviste e web non specializzate) anche a costo di sacrifici, possano essere ascoltate, e dove il grido di chi ha competenza reale e riconosciuta permetta destrutturare false credenze per poi ricostruire con un sorriso vero un mondo più onesto. I bambini siano bambini e gli adulti che mantengano il loro bambino interiore, ma sapendo quando metterlo da parte e prendersi le proprie responsabilità, compreso il silenzio di fronte a ciò che un essere umano con tutti i suoi limiti può non sapere.

Smettiamola di essere bambini vecchi, accettiamo che il tempo di pestare i piedi per le caramelle è finito e ricordiamoci che chi è furbo con gli altri, non può poi lamentarsi se furbi più forti si approfittano di lui.

Luca Povoleri

 

 

 

18 thoughts on “Come bambini vecchi

  1. Wow Luca c’è un’intensità nelle tue parole… è un post tremendo, ma così vero… diamo bambini che hanno trasferito i propri giochi nel mondo adulto impregnandoli di egoismo e cattiveria… grazie per scrivere queste parole, sono talmente evidenti che vi si chiede perché non si scriva più di queste cose piuttosto delle cagate che si leggono in giro!!! Ho sempre voluto partecipare a un Blog con vari autori, io non ce la faccio a tenerne uno tra il lavoro, il bambino, ma così sarebbe perfetto e tu sei davvero una persona a posto! Parteciperò! Ti scrivo subito una mail! 😍❤😍❤😍❤😍❤😍❤😍❤😍❤😍❤😍❤

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  2. Un pugno nello stomaco ma così vero… preferiamo scelte comode, ma quelle che sembrano più facili hanno sempre un prezzo nascosto. Tanti amici e conoscenti si lamentano di come gli va male la vita, ma alla fine sono solo loro l’origine e nessuno ha il coraggio di dirglielo. Un post fantastico 😊

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    1. Il pugno leggero di un amico però, nascondersi la verità per troppo tempo è peggio e ancora più dannoso. Purtroppo le mie parole non vanno lontano, ma insieme agli altri che con me la pensano allo stesso medo creiamo un’onda che smuoverà le montagne. Un abbraccio Elisa, e grazie mille per le tue parole! 🙂

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    1. Ci sono due importanti incongruenze nella tua frase per cui mi risulta difficile risponderti con serietà. “Come bambini vecchi” fa parte di questi testi che ho scritto con uno stile ermetico per selezionare i miei lettori. Se non ti piace perché lo comprendi è una cosa (purtroppo la tua obiezione qui e nell’altro post mi fa pensare che possa avere qualche difficoltà a comprenderlo), se non ti piace perchè non ti piace ti invito a pensare questo: il tuo è uno stile molto polemico, ma essenzialmente vuoto. Se senti un vuoto di significato nelle mie parole in sostanza è come se vedessi nel mio test quello stesso disincanto che ti piace tanto. Per cui alla fine dei conti, ti piace il mio testo o non ti piace questo fare polemico vuoto che mostri in ogni tuo commento al tuo blog?

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