Abbondanza e moderazione: quando l’aurea mediocritas diventa una colpa

Epicuro, che briccone. Mangiava, beveva e fumava erbe sacre accostandosi senza ritegno con ogni cosa che si muoveva. Ogni vero studente di filosofia di una scuola medio decente è stato redarguito dall’utilizzare il suo nome come sinonimo di libertino. L’aurea mediocritas a volte è stare nel mezzo tra moderazione e libertinaggio dei 5,7,12 o 77 peccati più o meno capitali, o invece come la zona di grigiore della media statistica che appiattisce il popolo italiano (come se fosse l’unico che ha problemi o che cerca la via rapida e più sicura).

Ebbene cercare di stare nel mezzo è uno sforzo che la maggior parte delle filosofie orientali tanti amate oggi giorno (e che io apprezzo tanto da poterle criticare con la sicurezza di non fare un torto a nessuno) che cercano nell’equilibrio la vera felicità della vita.

Massì, pensiamoci… dal giappone, alla cina, all’india… non c’è un classismo spietato, una schiavitù sorda o una filosofia sui diritti umani un po’ chiusa tanto da giustificare una filosofia di vita che ti spinge a utilizzare il 70% della tua vita a stare immobile e concentrarti sul presente. Chi mai si concentrerebbe sul futuro se non ce l’ha?

Per cui lo yogi che non mangia perché il cibo buono ce l’hanno i ricchi, diventa il virtuoso che rinuncia ai peccati del corpo, lo schiavo costretto a vivere 15 ore al giorno a costruire scarpe diventa chi si accontenta della farfalla che gli vola accanto, il reietto che vive ai margini della società cerca nelle realtà superiori una vera ragione d’esistenza.

Perché diciamocelo chiaramente signori e signori, se Caparezza vi invita sarcastico a dove c’è il vino buono, Osho vi invita a dove c’è la buona meditazione, ossia quell’appiattimento dei desideri che bisogna vedere se fa più bene a te o a chi in questo modo trova nella tua necessità di mangiare quella necessità fondamentale che poi ti trasforma in uno schiavo nel bel primo mondo. Ma poi il primo beve buon vino con le vostre risate, e il secondo sceglie quale delle 3000 macchine usare per prendere il pane con il vostro amore incondizionale.

E allora Epicuro viene da me in sogno e mi dice (in realtà i miei sogni sono più interessanti di così, molto avventurosi a dire il vero, ma è per dire): ma certo, allontana dai desideri, ma desidera. Guarda con affetto gli altri, ma ricorda che sono “anche” animali disperati in cerca di cibo… insomma mi dice che invece che cercare l’equilibrio e stare fermi, perché invece davvero non sfidare gli dei e cercare di avverare ii propri desideri? E’ vero che la vita umana protratta all’infinito ancora non è affrontata con grande serietà per cui si fa vivere 100 anni le persone, però dai 50-60 già sono messe in un cestino di super raccolta differenza BIO+. E’ vero che vivere più naturalmente ci fa essere meno dipendenti dagli interessi di grande industrie farmaceutiche (ma a meno che non coltivi tu nel tuo terrazzino di 2 metri in città vai a fare gli interessi di altre industrie, per cui…). Ma se invece si facesse davvero come diceva quel povero diavolo? Se lasciassimo perdere tutti questi grandi concetti che buoni o cattivi vogliamo per forza vivere in assoluto: i soldi, l’amore incondizionale, il sesso, il cibo, il vino, e invece vedessimo cosa dietro o davanti a queste parole ci piace davvero?

Se invece che dire che ci piace il vino ci dicessimo: sì ok mi piace e me lo prendo quando e dove mi pare, ma affronto anche il capo che mi stressa e mi spinge a bere per rilassarmi? Non è che tutti i capi sono pazzi e stronzi, bisogna magari evitare la vera mediocrità e trovare un modo in cui poter fare le cose che vogliamo quando le vogliamo.

Un esempio? Ho lavorato molto in passato a bassi salari facendo grandi lavori, ma visto che non mi sono mai accontentato della mediocrità ho sempre raggiunto rapidamente alti livelli di conoscenza di quello specifico campo. Adesso, qual’è il punto debole della crisi? La qualità del lavoro è diminuita gente, perché siamo tutti così pieni dei nostri titolini che pensiamo che una volta finita quella terribile fabbrica di laureati che chiamiamo università siamo dei geni, per cui ormai avere un titolo non vale più nulla in termini di denaro. Però anche questa difficoltà può nascondere un vantaggio per chi vuole uscire dalla mediocrità e prendere a due mani il suo importante ruolo nel creare un mondo nuovamente giusto.

Quando il lavoro è di bassa qualità, se ti impegni puoi essere in grado di vedere le grandi magagne che quei colleghi tanto antipatici o quei capi tanto apparentemente onnipotenti e isterici cercano di nascondere contando su due cose: la mediocrità dei desideri della gente che la spinge all’ignavia. Accettare è la parola chiave delle filosofie moderne. Accettare e stare zitti per un salario da miseria, ruoli non definiti e poca soddisfazione. In spagna si considera salario 100 euro al mese tasse escluse per lavori di 20 ore al mese, con il 52% di disoccupazione, 48% in Italia. E le filosofie orientali vano a fagiolo, accetta e vivi con il poco che hai. Ma che simpatici umoristi. Beh io mi godo la farfalla o il buon vino anche se accetto il mio desiderio di un futuro migliore per me e per chi verrà dopo di me.

Per cui bene, accetta il tuo ruolo, ma solo quel tanto che basta per trovare il punto debole del sistema malato. Trova le leggi che non sono rispettate, le menzogne che si vendono al cliente, le falle nel sistema di classificazione di certi prodotti, o magari l’errore sistematico di un programma non aggiornato per risparmiare che invalida il lavoro nella sua totalità. Vi assicuro, non c’è un posto dove non ci siano questi errori. E quando vedete questi problemi, utilizzateli. Avete la responsabilità etica di fare bene il vostro lavoro, per voi e per gli altri. Non fate che l’indifferenza domini la vostra vita per portare a casa i vostri stipendi.

Ora, molta gente sa trovare questi punti deboli, perché l’idea che siamo tutti mediocri è tanto falsa come la differenza tra i partiti italiani. Gli italiani sono persone sveglie e pro-attive, solo chi guarda la televisione pensa il contrario (e purtroppo siamo quasi tutti). Però essendo intelligenti e pro-attivi, quando hanno trovato il punto debole invece che utilizzarlo per dare un colpo al sistema malato e farlo cadere costruendone uno migliore, lo utilizzano per avere un vantaggio con i colleghi e avanzare. Sempre che poi come spesso succede, il sistema ormai è così malato che per quanto ti vendano molte promesse, poi gli avanzamenti sono solo per sangue familiare… ma si spera che ormai la gente lo capisca.

Mentre invece se le persone che lottano contro questo sistema, non in modo illegale creando chaos, ma semplicemente seguendo un desiderio di sopravvivenza un po’ più ampio di quello limitato alla propria persona, potesse utilizzare saggiamente queste “falle” nel sistema anche per avanzare, perché no?, ma anche per cambiare un po’ le cose, allora forse quando indugeremo nel nostro vino,nel nostro appuntamento di sesso bollente o nel volere bene al resto del mondo con l’idea che siamo tutti nella stessa barca, lo faremo perché davvero ci piace e non perché stiamo fuggendo dalle nostre responsabilità di esseri umani.

5 thoughts on “Abbondanza e moderazione: quando l’aurea mediocritas diventa una colpa

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  1. Duro, ma onesto. Il sistema però come lo chiami non è poi così brutto, però sì è vero che ogni tanto ci sono persone che si approfittano dei cavilli, dell’ignoranza o ancora di più dalla buona volontà delle persone per approfittarne. Dovremmo tutti prendere parte a uno stile di vita più consapevole 🙂

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