I Sette Nani o King Kong? Come organizzare le reti sociali?

Social media

Quante dita hanno una mano? Sicuramente meno di quante persone entrano in contatto con te nella tua vita e ognuna è fondamentale… per cui oggi vengo da voi chiedendo la vostra opinione senza vincoli e restrizioni per aiutarmi in un problema importante.

Sembra che nel nuovo mondo avere problemi sia un tabù. Tutto deve essere sempre bellissimo, perfetto, positivo. Eppure il male non viene per nuocere. E male lo chiamiamo noi nella nostra piccolezza perché non capiamo di cosa si tratta. Prendiamo facebook ad esempio o qualche altra rete sociale. Non solo c’è la tendenza a rappresentare una visione più positiva della vita, ma soprattutto edulcorata. Psicologi di tutto il mondo hanno fatto parecchie ricerche ormai sul tema, e questo “dolcificante” delle esperienze nnei social network tra l’altro porta a pensare che tutto va bene (e la crisi gode di questa falsa sensazione di bella vita che le nostre foto di vacanze e momenti belli comunicano coprendo anche i bassi delle vite di chiunque), sviluppa una sensazione di inadeguatezza quando succede qualcosa di male perché ti fa sentire solo in un mondo dove tutto va bene, e crea una forma di rifiuto inconscio dei momenti di sincerità emotiva che possono essere visti come un allontanamento dello “standard”.

Queste le critiche insomma alle social network.

Però io dico: E se le reti sociali fossero invece semplicemente una prova che dobbiamo passare? Il test definitivo di una società  che cerca di attaccarsi ancora disperatamente all’antico concetto di una identità stabile come un tempo lo erano gli elettroni nelle loro orbite ellittiche attorno all’atomo, ma intravede una nuova forma più evoluta di connessione interpersonale?

E come lo superiamo questo test? Io come lo supero?

Nel mio caso chiedo l’aiuto del pubblico, perché gestire identità personale e privata, quella pubblica e quella professionale (per citarne alcune) richiede una grande organizzazione già normalmente, ma a maggior ragione quando devi mantenere attivi tre fronti linguistici con rispettivi clienti: mondo italiano, mondo spagnolo a Ibiza e Madrid, e mondo anglofono a cui voglio connettermi in maniera stabile non più avanti della fine del 2015!

O scelgo la via dell’integrazione e dell’interferenza, o della frammentazione e della coerenza. Insomma, mi sparpaglio in mille reti rischiando di perdermi ma rendendomi più comprensibile ai vari amici delle tre lingue che sono parte di me e non posso dimenticare tutto d’un tratto solo perché temporaneamente ho base in un paese o in un altro, o metto tutto me stesso (e sono molto) in un’unico colossale mezzo di comunicazione virtuale? Non é che poi mi scambiano per king kong e mi abbattono?

Tu che ne pensi? Rispondi al sondaggio e lascia un commento! 

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