Bonsai solitario

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: La prima volta che lasciai solo questo bonsai crebbe felice, perfino in un momento in cui era sofferente. Potrebbe passare lo stesso ai nostri cari a Natale? Potrebbero rimanere a noi cari anche se non li vediamo?

Sto vedendo molte teorie di come dovremmo comportarci per non contagiare noi stessi e gli altri. La mente umana tende a volerlo avere tutto sotto controllo anche se si tratta di un’illusione cognitiva o di una superstizione: video, disegni, grafici…

Numeri… quando li lasceremo a chi se li mangia con caffé e brioche e noi apprenderemo a fare colazione senza di loro, saremo più felici. Anche quei colori un po’ monelli, che sorridono innocenti, ma con le mani sporche di marmellata dietro la schiena: azzurri sicuri e sanitari, rossi malvagi e minacciosi. Lasciamoli giocare a mezza distanza, teniamoli d’occhio lasciandoli nel loro brodo.

E’ facile credere nei racconti e nelle credenze, peró la scienza dice che c’è causa ed effetto. Non so se un vampiro scappa alla vista dell’aglio, ma se su questa terra prendiamo una penna e lo lasciamo cadere, la penna cadrá.

Allos stesso modo le mascherine non proteggono dal virus, filtrano una parte dell’aria. E la distanza sociale non difende dal virus, neanche con le finestre aperte.
Soprattutto, con uno champagne in mano…

Cerchiamo di “ispirarci” con quelle informazioni in modo da ridurre probabilitè e non “credere” invece a quelle informazioni per ridurre emozioni.

Può essere odioso e antipatico se vogliamo, ma per non contagiarsi l’unica è non vedersi. Al tempo stesso non possiamo e forse solo non vogliamo vivere intrappolati in un’isola tutta la vita… per cui se comunque volete incontrare famiglia e amici, cercate di farlo con coscienza, co-responsabilità, ma soprattutto senza auto-ingannare voi stessi.

E per i #superviventi: è forse il momento di avvicinarsi a chi vede le cose con occhi aperti, ma anche capace di chiuderli per non seccarli, consapevole del fatto che non si può vedere tutto. Quando non vediamo tutto possiamo provare a cercare qualcuno con un altro campo visivo perché ci completi un po’, ma cerchiamo di affrontare anche lo scenario peggiore con razionalità.

E poi, se volete fare quell’esercizio di cadere indietro perché gli altri vi sostengano, ricordate di farlo prima dei brindisi…
Buon Natale
LPdLH

#optimavita360superviviente



: La primera vez que dejé solo a este bonsai creció feliz incluso en un momento en el que estaba sufriendo. Lo mismo podría pasar a nuestros seres queridos esta navidad? Puede que sean igual de queridos si no nos vemos?

Estoy viendo muchas teorías de cómo hay que estar para no contagiar(se). La mente humana tende a controlarlo todo aunque sea un ilusión cognitiva, una superstición. Todo para contrastar al miedo: videos, dibujos, gráficos…

Números… cuando aprenderemos a dejarlos a quien se los come con café y madalenas y nosotros aprenderemos a desayunar sin ellos estaremos más felices. Y esos colores un poco traviesos también, que sonríen inocentes con las manos llenas de marmelada detrás de las espalda: azules seguros y sanitario y rojos malvados y amenazadores. Dejamoles jugar a media distancia, echamoles un ojo, pero dejamoles a su aire.

Es fácil caer en los cuentos y las creencias, pero la ciencia dice que hay causa y efecto. Yo no sé si los vampiros se alejan con el ajo, pero en esta tierra si tomas un boligrafo y lo dejas caer, se va a caer.

De la misma manera las mascarillas no protegen del virus, filtran algo de aire. Y la distancia social no defiende del virus, ni con ventanas abiertas. Sobre todo con un champan de más…

Intentemos “inspirarnos” con esas informaciones como maneras de reducir “probabilidades” y no “creer” en ellas solo para reducir “emociones”.
Puede ser odioso y antipatico aceptarlo, pero la manera segura para no contagiarse es no verse. Pero tampoco podemos vivir atrapados en una isla toda la vida, así que si queréis quedar con familia y amigos, intentar hacerlo con conciencia y co-responsabilidad, pero sobre todo sin auto-engañar a vosotros mismos.

Y para los #supervivientes: es el momento de acercarse a quien puede ver la vida con ojos abiertos pero que es capaz de cerrarlos de vez en cuando para que no se sequen, sabiendo al mismo tiempo que no todo se puede ver o prevenir. Cuando no vemos algo, tenemos que tener a alguien cerca con una visual diferente que pueda verlo para nosotros y si no tenemos, intentamos pensar cómo enfrentarse también al escenario peor. Con racionalidad.

Y si luego queréis hacer ese ejercicio de caerse atrás con ojos cerrado y dejarse sujetar, hacerlo antes de las copas…

Felices Fiestas.
LPdLH

#optimavita360superviviente

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Dr. Luca Povoleri De Las Heras
Psychologist HR, Manager, Producer  Author
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Pubblicazioni:
Super-Viv(i)ente“, Gruppo Albatros, Roma 2020. (Libreria: Italia, España, UK)
La Creatividad en tu empresa. Como fluir en ti mismo y alcanzar tus objetivos empresariales.”, Embajada de Marca, Albacete 2016
Il telefono cellulare: tra tecnofilia e dipendenza” Sarno-Prunas-Povoleri, “Psicotech” 2 (IV), 2006, Editorial Franco Angeli

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