Il bambino fantasioso

Da quando ero piccolo ho sempre avuto il desiderio di essere un grande scrittore. Amavo la fantascienza e il mio autore preferito era Asimov!

Tutti questi robot que avevano un cuore e dei sentimenti più sottili e delicati dei suoi stessi creatori “umani”, allontanati da un mondo che non capisce la diversità e la disprezza chiamandola difetto, imperfezione o follia, vittime e al tempo stesso maestri tormentati di una “normalità” diversa dalla statistica.

Inoltre Asimov non era solo uno scrittore, era un fisico famoso che aveva trovato nella scrittura un modo di cambiare il mondo, o almeno l’infanzia di un bambino fantasioso come me.

Figlio di una mente avida e curiosa, in cerca di stimoli e di fuga dalla routine, sognavo di scrivere libri e racconti que toccassero il cuore delle persone, trasportandole in luoghi e situazioni che questa realtà di tutti i giorni non ci permette di vedere.

Con il tempo crebbi, e la fantasia, nocchero della mia vita, mi portò effettivamente un po’ lontano da quello che avevo sognato. Studiai al Classico (Latino e Greco i miei antichi arcinemici…), psicologia, e molto di più adesso a Madrid, però fin dal principio vedi delinearsi l’avversiario che mi sarei trovato ad affrontare con il tempo: i “tecnicismi strumentali”.

Per “tecnicismi strumentali” mi riferisco a tutti quei linguaggi scientifici, nati per la piú che legittima l’esigenza di creare nuovi ambiti della “ragione”, che con il tempo hanno assunto una seconda funzione: quella di creare una barriera comunicativa tra l'”esperto” e il “popolo” (volutamente in negativo per il disprezzo che sento in questa brutta abitudine) per creare dipendenza, sudditanza e una sorta di magicismo scientifico dove alcuni “sanno”, tutti gli altri “no”.

Le parole che io amavo come fonte di libertà e mezzi di trasporto metaforici verso l’infinto potenziale dell’essere umano, nascosto nella grandiosa versatilità di mente e cuore, che si trasformano in oscure e pesanti catente che allontanano le persone dai mondi preziosi della saggezza, creando “padroni” e “schiavi”

E attorno a questo grande potere infiniti sciami di opportunisti si gettano ogni giorno attraverso la stampa divulgativa, sfruttando le briciole cadute dalle “tavole alte” per creare versioni edulcorate, stanche, incomplete, ma appetitose di quelle verità scientifiche dicendo tutto e il contrario di tutto. A volte a dire il vero si avvicinano più loro dei grandi esperti, perché il senso comune a volte contiene saggezze che l’eccessivo cervelloticismo sfinisce quando cerca di creare chimere alimentate dalla necessità di ottenere fondi. Sono aiutati anche dalla legge dei grandi numeri, ossia che statisticamente se scrivi tutto e il contrario di tutto, prima o poi ci azzecchi.

Si crea quindi un mondo scientifico “puro” e uno “di massa”, dove il primo vive di mode, investimenti, e grandi personaggi che per il nome (e ovviamente a volte anche per meriti) accentrano tutto nelle loro mani lasciando poco a nuove visioni e differenti voci.

Dall’altra parte, nel mondo delle scienze cosiddette alternative, personaggi non ben definiti si trovano nella libertá di raccontare ogni cosa perché protetti da un silente accordo con il “nemico”. Le scienze ufficiali continuano chiuse nel loro mondo protette dallo status quo, e le scienze alternative non trovano nel rigore scientifico quei fondamenti che potrebbero far rientrare anche loro nello status quo, e sopravvivono come possono dando peró adito a chiunque di dire quello che vuole o di accontentarsi di spiegazioni pseudo-esoteriche di eventi che in realtá sarebbero perfettamente spiegabili.

E il tutto alle spalle della societá, che in questo a volte macabro balletto, a volte guerra di interessi, vive in uno stato di dipendenza inconsapevole.

Questa inconsapevolezza porta le persone a non sapere come fare per stare bene, se non oscillando nelle opinioni di scienze più o meno esatte, che danno soluzioni parziali o non hanno abbastanza voce per farsi sentire.

Trovandomi nel mezzo di questi due mondi, dove le parole vengono utilizzate per dire ogni cosa, imparai ad apprendere dalle persone, dalle evidenze, dai risultati invece che dalle mie amate alleate di un tempo, e decisi, lontano dal mio sogno di fare lo scrittore, di concentrare i miei sforzi per combattere il “lato oscuro” delle “parole”.

Il mio obiettivo: creare un ponte tra i due mondi, per chi volesse mettersi nella scomoda posizione di vivere nel mezzo, con la speranza che presto in sufficiente buona compagnia, si possa lavorare in armonia per la salute e il benessere senza essere né chiusi scientifici ufficiali, né carismatici guru.

E´ il momento di creare una nuova figura professionale, olistica nel senso reale del termine: a 360 gradi.

Per fare questo, a parte portare avanti il mio lavoro lottando per mantenere terapie di psicologia classica, con metodi energetici o di psicologia energetica non tradizionale, manterró questo blog con testi che spieghino certi concetti delle filosofie alternative, in modo convenzionale,attraverso la limitata e ovviamente parziale lente della mia esperienza e quindi senza pretese.

Sono una voce nel vento, ma sono giá in buona compagnia, per cui, senza deliri del salvatore e consapevole di fare parte di un movimento di risveglio di coscienze che si espande ogni giono di piú indipendentemente da me, voglio fare la mia parte.

Per questo ho creato il blog del “bambino fantasioso”. Non un nome accattivante, o un marketing spietato per voncere la passione di lettori, solo la semplicitá di un concetto intuitivo e conosciuto a tutti. Tutti noi infatti siamo stati bambini fantasiosi, aperti e curiosi, con in mano la chiave dell’evoluzione, il pensiero magico, ossia la sensazione di fare parte di questo mondo in maniera “laterale”. La magia che pensavamo da piccoli é ció che spinge gli essere umani a superare i propri limiti, una forma di energia infinita che, se canalizzata bene, permette di fare miracoli.

La fantasia non é un giocattolo infantile da lasciare nell’armadio dei ricordi come bravi adulti razionali, é la curiositá e l’apertura all’infinito che, se applicata alla nostra vita di tutti i giorni, nel lavoro, negli hobby, nelle nostre relazioni, é la vera forza che ci muove, che ci apre al cambiamento e a una vita sana e positiva.

Il cambio di mentalitá che sta giá accadendo non é cosí complesso come si puó credere. Ho conosciuto molte persone che combattono la mia stessa battaglia e non sono tanto diverse da te stai leggendo questo testo. Sono persone che si sono stufate di essere plasmate dall’esterno e che hanno compreso che la consapevolezza di sé stessi e del proprio ruolo all’interno del mondo é l’unico modo per vivere intensamente la propria vita.

Il mondo é nostro. E´ tempo di reclamarlo! 🙂

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